ADDIO #M5S. RITORNO ALLE ORIGINI

 

Dopo una gestazione di alcuni mesi, ho infine preso la sofferta decisione di uscire dal #M5S, cosa che ho formalizzato con la disiscrizione dall’attuale associazione e rimozione dalla piattaforma Rousseau.
La sancisco con questo messaggio pubblico precisando in seguito cosa comporta e cosa non, per me.

– Non voglio essere associato a decisioni che si stanno prendendo e che prenderà da qui in poi l’attuale attuale assetto organizzativo del M5S, né a livello interno, né a livello di politica di governo nazionale.

– Non intendo più accedere ad alcuna carica elettiva, istituzionale o di partito all’interno di questo Movimento (se malauguratamente dovessi rientrare come primo non-eletto in Consiglio Regionale, rifiuterò l’elezione).

Continuerò invece a:

– Contribuire come libero cittadino, fornendo la mia competenza e il mio entusiasmo ai gruppi locali (per primo della mia città), agli eletti che pur con fatica in questa “organizzazione” continuano a dare un contributo di valore e professionale alle istituzioni, nello spirito del M5S della prima ora.

La decisione ha un costo perché rappresenta un malessere da lungo covato anche quando in carica. Ho cercato per quanto possibile di restare umile e corretto in questi anni, ma è stato inevitabile commettere qualche errore specie negli ultimi tempi (eh sì, il potere cambia tutti, è capitato anche a me), compreso ricandidarmi quando sentivo ormai la situazione non più compatibile con i miei ideali e venendo ad un compromesso morale che non mi ha fatto bene. La completa spaccatura tra i livelli di Governo e la “base, col disprezzo del dialogo, della competenza e quindi della coerenza, ha fatto il resto.
Starò meglio fuori, ritornando a lavorare su ciò a cui tengo di più: l’ambiente, la partecipazione vera, la tutela delle nostre radici contro l’omologazione globale (siamo belli finché restiamo diversi). Ma soprattutto il cambiamento culturale, morale e spirituale di questa società che ha bisogno di evolversi per sopravvivere.
Ho preso atto che con l’attuale assetto di potere del M5S, altamente accentrato, opaco e temo volutamente caotico, sia impossibile perseguirli salvo atti isolati e poco incisivi, senza progettualità di un futuro.
Mi rivolgo agli amici che negli anni hanno messo in guardia in tempi non sospetti: avrei dovuto seguirvi prima, ma ho sperato che una carica valesse una possibilità in più di cambiare le cose. Almeno nelle mie mani, non lo è stato.
Mi rivolgo agli amici e alle persone di buona volontà che restano dentro a lottare. Se ve la sentite, non mollate e continuate a provarci. A cambiare il M5S, se si può, altrimenti ad arricchire la politica col vostro lavoro individuale senza alcuna aspettativa che vi venga riconosciuto (lascerà comunque segno).
Mi rivolgo agli attivisti e ai simpatizzanti in generale. Chiedetevi se restate per un disinteressato amore verso la collettività o se prevale l’ambizione ad un ruolo, al riconoscimento del proprio valore, ai soldi, al potere. Sono tutte cose lecite e umane, ma non possono essere la ragione prevalente per restare. Rispondere a questa domanda vi farà stare meglio, farà stare meglio tutti. Ci siamo indubbiamente un po’ imbruttiti in questi anni. Se non tutti, molti.
Continuiamo a lavorare per il cambiamento e l’evoluzione delle coscienze, partendo dal basso, da dentro per poi essere recepita dagli organi di governo, qualsiasi essi siano. Il contrario, non può succedere.
Sono oggi più convinto che mai che sia impossibile lavorare ad una società migliore e partecipata, se dentro il M5S l’ambiente è malsano e lasciato in mano ad un caotico arrivismo. Dobbiamo invece promuove la conoscenza, il valore delle persone ognuno secondo le proprie capacità, prima nel piccolo e poi nel grande. Una persona non può uscire indenne da questa contraddizione: siamo quel che facciamo. Se tutto ciò verrà stravolto, una porta resta aperta….

Con affetto,

Federico

P.S.: foto dal mio nuovo posto di lavoro da informatico. Non commento, ma l’universo la sa lunga…

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Perché a conti fatti l’auto elettrica inquina comunque sempre meno delle altre auto. Smaltimento della batteria incluso

La Regione Piemonte non ha mai chiesto ad RFI nessuna programmazione di servizio passeggeri né sulla Asti Alba né sulla Castagnole – Alessandria. E’ quanto confermato oggi da RFI durante un incontro con i portavoce del Movimento 5 Stelle. Smascherato quindi il bluff pre elettorale dell’assessore ai Trasporti Balocco che a pochi giorni dal voto …

L’articolo ASTI-ALBA E CASTAGNOLE – ALESSANDRIA, SMASCHERATO IL BLUFF PRE ELETTORALE DI BALOCCO proviene da MoVimento 5 Stelle Piemonte.

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MERCATO AUTO ITALIANO A MARZO: CROLLO DEI DIESEL E RADDOPPIANO LE ELETTRICHE. L’ALBA DI UNA SVOLTA.

Il mercato dell’auto italiano a marzo ci regala un quadro interessante che segna una svolta, almeno quando a tendenze, sulla conversione “pulita” del nostro parco circolante. Lo vediamo nel dettaglio qui sotto (dati fonte UNRAE).

Innanzitutto un diminuzione del 5,7% delle immatricolazioni complessive su base mensile è un dato che dovrà essere confermato o smentito almeno sul periodo annuale. Molto più significativa è la contrazione del mercato diesel che flette del 9%, ben sotto il totale di mercato, a vantaggio in ordine di crescita di elettrico e ibrido plug-in, ibrido e metano. Lo affermo perché attendevo da parecchi mesi questo segnale, dopo gli scandali diesel-gate e la progressiva presa di consapevolezza anche nelle città italiane del gigantesco problema delle polveri sottili che causano ogni anno circa 80mila morti premature solo in Italia. Il ritardo si può spiegare sia per il fatto che gli ordinativi precedono di alcuni mesi le immatricolazioni, sia per le politiche di pesanti sconti attuati dalle case, FCA e Volkswagen in testa, che hanno necessità di limitare il più possibile i danni dovuti a scelte industriali poco avvedute. Chi si occupa di ambiente e salute denunciava da anni l’impatto dei motori diesel sulla salute: il paradosso è che il diesel gate è stato scatenato dalle false rilevazioni fornite dalle case costruttrici relative ai NOx, non al particolato.  Non tutti i danni vengono per nuocere, almeno in questo caso.

Non possiamo che gioire per il +81,7% delle vendite di elettrico e +107,5 delle ibride plug-in, uniche categorie che io considero veramente pulite perché non dipendenti direttamente dall’approvvigionamento di prodotti petroliferi. Crescite più contenute per metano e ibrido convenzionale, il primo dopo una lunga contrazione, il secondo secondo me destinato a crescere sempre meno fino a contrarsi. Malgrado ad oggi l’ibrido convenzionale che dipende strettamente dall’uso di combustibili fossi (Toyota, ad esempio) valga 10 volte il mercato dell’elettrico, siamo alle soglie di una svolta epica. I modelli elettrici in uscita quest’anno garantiranno percorrenze tra i 200 e i 300km cona una carica, mentre nel 2019 sono annunciati veicoli con capacità di percorrenza superiori ai 400km, ai prezzi di una berlina tradizionale di fascia medio-alta (circa 30mila €). Sono sicuro che la “sbornia ibrida” verrà presto superata da una più razionale conversione all’elettrico tout-court.

La conclusione politica è che nonostante la politica italiana, anche l’Italia cerca di voltare pagina verso un futuro politico, non solo grazie ai cittadini che compatibilmente alle proprie disponibilità economiche, hanno scelto di guardare questa svolta piuttosto che omologarsi alla moda che ha visto dilagare pesanti SUV diesel, in completo disprezzo del buon senso e dell’efficienza energetica che vorrebbe si utilizzassero mezzi più leggeri e meno energivori a parità di funzionalità. L’abbondante proliferare di SUV utilizzati essenziamente in ambito urbano, dai piccoli di fascia 20mila € ai pesanti SUV stile Porsche da 80 e oltre mila€, dimostra che l’ignoranza non conosce classi sociali e di reddito. Un altro ringraziamento va all’industria italiana che crede nel cambiamento (praticamente assente quella dell’auto), sia pubblica che privata, tra le quali la principale società pubblica nazionale nel campo dell’energia elettrica. Almeno questa volta, cerchiamo di essere una politica che sta dalla parte dell’innovazione del Paese e non dalla parte della conservazione del potere e di interessi consolidati legati al mercato dell’auto tradizionale e del petrolio. 

Con questo non voglio essere frainteso: mi auguro sicuramente che il parco circolante italiano sia presto sostituito da auto e mezzi completamente elettrici, ma sarei un pazzo a sperare di vedere sostituita ogni auto a combustibile fossile rimpiazzata da un’auto elettrica. Il futuro della mobilità sta nella condivisione (sharing mobility), che nella tecnologia elettrica trova la sua massima espressione, nel trasporto pubblico integrato e nell’infomobilità. Cosa di meglio che affrontare i lunghi spostamenti regionali in treno, per poi trovare un parco di car sharing (pooling) elettrico in stazione, con cui condividere gli spostamenti insieme ad altri virtuosi cittadini, fino alle ultime borgate delle nostre campagne e delle nostre montagne?

 

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Mobilità elettrica e ambiente: approvate proposte M5S per infrastrutture di ricarica e studi su polveri sottili.

Ieri due grandi risultati ottenuti dal M5S in Consiglio Regionale. Due atti a mia prima firma approvati.

Ecco la mia sintesi nel video della settimana.