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MERCATO AUTO ITALIANO A MARZO: CROLLO DEI DIESEL E RADDOPPIANO LE ELETTRICHE. L’ALBA DI UNA SVOLTA.

Il mercato dell’auto italiano a marzo ci regala un quadro interessante che segna una svolta, almeno quando a tendenze, sulla conversione “pulita” del nostro parco circolante. Lo vediamo nel dettaglio qui sotto (dati fonte UNRAE).

Innanzitutto un diminuzione del 5,7% delle immatricolazioni complessive su base mensile è un dato che dovrà essere confermato o smentito almeno sul periodo annuale. Molto più significativa è la contrazione del mercato diesel che flette del 9%, ben sotto il totale di mercato, a vantaggio in ordine di crescita di elettrico e ibrido plug-in, ibrido e metano. Lo affermo perché attendevo da parecchi mesi questo segnale, dopo gli scandali diesel-gate e la progressiva presa di consapevolezza anche nelle città italiane del gigantesco problema delle polveri sottili che causano ogni anno circa 80mila morti premature solo in Italia. Il ritardo si può spiegare sia per il fatto che gli ordinativi precedono di alcuni mesi le immatricolazioni, sia per le politiche di pesanti sconti attuati dalle case, FCA e Volkswagen in testa, che hanno necessità di limitare il più possibile i danni dovuti a scelte industriali poco avvedute. Chi si occupa di ambiente e salute denunciava da anni l’impatto dei motori diesel sulla salute: il paradosso è che il diesel gate è stato scatenato dalle false rilevazioni fornite dalle case costruttrici relative ai NOx, non al particolato.  Non tutti i danni vengono per nuocere, almeno in questo caso.

Non possiamo che gioire per il +81,7% delle vendite di elettrico e +107,5 delle ibride plug-in, uniche categorie che io considero veramente pulite perché non dipendenti direttamente dall’approvvigionamento di prodotti petroliferi. Crescite più contenute per metano e ibrido convenzionale, il primo dopo una lunga contrazione, il secondo secondo me destinato a crescere sempre meno fino a contrarsi. Malgrado ad oggi l’ibrido convenzionale che dipende strettamente dall’uso di combustibili fossi (Toyota, ad esempio) valga 10 volte il mercato dell’elettrico, siamo alle soglie di una svolta epica. I modelli elettrici in uscita quest’anno garantiranno percorrenze tra i 200 e i 300km cona una carica, mentre nel 2019 sono annunciati veicoli con capacità di percorrenza superiori ai 400km, ai prezzi di una berlina tradizionale di fascia medio-alta (circa 30mila €). Sono sicuro che la “sbornia ibrida” verrà presto superata da una più razionale conversione all’elettrico tout-court.

La conclusione politica è che nonostante la politica italiana, anche l’Italia cerca di voltare pagina verso un futuro politico, non solo grazie ai cittadini che compatibilmente alle proprie disponibilità economiche, hanno scelto di guardare questa svolta piuttosto che omologarsi alla moda che ha visto dilagare pesanti SUV diesel, in completo disprezzo del buon senso e dell’efficienza energetica che vorrebbe si utilizzassero mezzi più leggeri e meno energivori a parità di funzionalità. L’abbondante proliferare di SUV utilizzati essenziamente in ambito urbano, dai piccoli di fascia 20mila € ai pesanti SUV stile Porsche da 80 e oltre mila€, dimostra che l’ignoranza non conosce classi sociali e di reddito. Un altro ringraziamento va all’industria italiana che crede nel cambiamento (praticamente assente quella dell’auto), sia pubblica che privata, tra le quali la principale società pubblica nazionale nel campo dell’energia elettrica. Almeno questa volta, cerchiamo di essere una politica che sta dalla parte dell’innovazione del Paese e non dalla parte della conservazione del potere e di interessi consolidati legati al mercato dell’auto tradizionale e del petrolio. 

Con questo non voglio essere frainteso: mi auguro sicuramente che il parco circolante italiano sia presto sostituito da auto e mezzi completamente elettrici, ma sarei un pazzo a sperare di vedere sostituita ogni auto a combustibile fossile rimpiazzata da un’auto elettrica. Il futuro della mobilità sta nella condivisione (sharing mobility), che nella tecnologia elettrica trova la sua massima espressione, nel trasporto pubblico integrato e nell’infomobilità. Cosa di meglio che affrontare i lunghi spostamenti regionali in treno, per poi trovare un parco di car sharing (pooling) elettrico in stazione, con cui condividere gli spostamenti insieme ad altri virtuosi cittadini, fino alle ultime borgate delle nostre campagne e delle nostre montagne?

 

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Mobilità elettrica e ambiente: approvate proposte M5S per infrastrutture di ricarica e studi su polveri sottili.

Ieri due grandi risultati ottenuti dal M5S in Consiglio Regionale. Due atti a mia prima firma approvati.

Ecco la mia sintesi nel video della settimana.