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UN PENSIERO SULLA LIBERAZIONE

Un pensiero a questo 25 aprile, festa della Liberazione, vissuto in ritiro domestico, che superi le inflazionate accezioni nazionaliste e militari per cercare sbocchi di diversa prospettiva. In un quadro mondiale che appare alquanto fosco, giungendoci spesso tra le quattro mura mediato in modo irreale dagli apparati mediatici, cerco e cerchiamo strumenti di migliore comprensione.

Il mio primo auspicio e che ci si possa liberare dai numerosi paraocchi che ci impediscono di vedere la realtà com’è. C’è nel mondo chi ha interesse a metterceli, ma spesso siamo noi individui e collettività che ci li facciamo piacere e ci affezioniamo a una rassicurante visione limitata di caverna platonica. E qui parlo di liberazione del pensiero ma anche spirituale, dando per scontato e sperando che possiamo distiguerne la diversità.

La libertà di parola di cui ci vantiamo nel mondo “occidentale” e democratico sta sulla bocca di tutti. Ma a cosa serve parlare se non c’è libertà di pensiero? Se sei condizionato e condizionabile, se la mente non è lucida non farai che esprimere concetti confusi che non sono utili né a te né a gli altri. Non c’è modo che simile libertà parola si realizzi in libertà autentica.

E da qui passo subito alla libertà del pensiero dominante (o non pensiero), dell’eccessiva assuefazione a seguire il mainstream, il clan, il branco. A far tacere le nostre sensazioni interiori per fa comodo perdersi nel più grande, a sentirsi protetti dentro una moltitudine. Può sembrare una grande famiglia solidale, invece diventa una prigione. Il prezzo si paga alla fine. Perché la differenza tra un branco e una comunità è che nella seconda l’espressione del pensiero difforme non è una condizione di accettazione dell’individuo, che viene accettato com’è e nella sua diversità, non è solo più strumentale alle basilari esigenze di sopravvivenza. E diventa una ricchezza per tutti.

D’altronde quel fascismo da cui molti vogliono prendere le distanze, parte da intolleranza e fastidio per la diversità o ancora paura di perdere quello che si ha (o di vedere dentro di sè, ops!). Ma bisogna stare molto attenti al fascista che è in ognuno prima che al fenomeno di massa, specialmente chi cade nello stessa trappola chiamandosi antifascista (l’abuso della parola è volutamente provocatorio). Imparare a mettersi nei panni degli altri un po’ di più, pensando cosa fareste al suo posto, invece che chiudere il cuore e pensare a dividere tutto in giusto e sbagliato secondo il proprio conveniente punto di vista.

Quindi buona liberazione che da questa prigionia temporanea possa diventare un risveglio utile a voi singoli e a tutto il mondo.

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(Ri) Costruire un Movimento

Un momento di confronto organizzato da un gruppo di persone che restano legate al sogno iniziato col M5S, di poter davvero cambiare le cose. Ne parliamo insieme in questa assemblea aperta, libera, trasparente, come è nei nostri principi, per non perderci di vista e riaccendere la speranza di nuovi progetti. Partendo dall’analisi di cosa abbiamo fatto bene e di ciò che abbiamo sbagliato e senza escludere nessuna possibilità per il futuro.

Chi vuole intervenire è pregato di registrarsi qui: https://forms.gle/Sx1UpaJmoxYA2gESA . Si darà comunque a tutti la possibilità di intervenire dividendo in modo equo il tempo a disposizione. Per info, mail a forumvenaus@libero.it

A presto, Federico

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PRESIDENTE MATTARELLA IMPEDISCE INSEDIAMENTO DI UN MINISTRO. UN’AZIONE CHE TRAVALICA LE SUE PREROGATIVE COSTITUZIONALI. M5S PIEMONTE CONTESTA DURAMENTE QUESTA SCELTA

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VACCINI, LA LETTERA DI UN MEDICO SUL CASO DELLA BIMBA ESCLUSA DAL NIDO A TORRE PELLICE

Ricevo e pubblico integralmente la lettera firmata di un medico  sul caso della bambina a cui è stato impedito l’accesso all’asilo nido di Torre Pellice, a soli 3 mesi al termine dell’anno scolastico, perché non in regola con le prescrizioni vaccinali. Più importante del caso particolare, ultimo di tanti in Italia, è la riflessione su ciò che lo Stato sta diventando e che non posso che condividere. Lo scollamento tra istituzioni e cittadini è ormai tale che queste, avendo perso ogni autorevolezza, sconfinano nell’autoritarismo. Manco a dirlo, per questa libera espressione il medico in questione rischia la radiazione dell’Albo. Dobbiamo invertire questa pericolosa tendenza del nostro paese affinché si possa diventare cittadini di una comunità e non pecore di un gregge.
Aggiungo che non ho visto la stessa enfasi da parte delle istituzioni nel risolvere problemi come l’inquinamento dell’aria (senza neppure provarci per decenni), seppure comprovati i circa 80mila morti annui solo in Italia.

Quando nei giorni scorsi ho sentito, sui notiziari radio nazionali e letto sui giornali, la notizia della Bambina di Torre Pellice allontanata dall’asilo dai vigili mandati dal sindaco, perché non in regola con le vaccinazioni, mi è venuto spontaneo il pensiero di ringraziare il sindaco per quanto aveva fatto.
Per proteggere la salute della comunità, di cui è il responsabile sanitario, aveva impedito la diffusione di epidemie ad un pericoloso piccolo “untore”, il cui corpo non protetto dai vaccini (in quanto non vaccinato), era un ricettacolo di pericolosi virus e batteri.
In realtà pericolosi non per lui, che sta benissimo, ma per tutti gli altri bambini, che protetti peraltro dai 10 – 12- 15 vaccini praticati nei primi due anni di vita, sono, in teoria, immuni dal contagio.
E’ chiaro che non ho ringraziato il sindaco per questo motivo perché, come sappiamo bene, i virus e i batteri non conoscono le leggi dello stato, ma agiscono secondo quelle biologiche e non si preoccupano di “invadere” i corpi di tutti gli esseri viventi, compresi i vigili, le insegnanti, gli operatori scolastici, i genitori e i nonni che portano i bambini a scuola, i quali possono essi stessi rivelarsi “untori” in quanto non vaccinati o non più protetti da vaccinazioni effettuate nell’infanzia (dovremmo sapere che nessun vaccino, escluso l’antipolio Sabin, dà protezione per tutta la vita).
Allora perché ho ringraziato il sindaco?
Perché, applicando la legge, ha dato la possibilità a tutta la popolazione di sapere che esiste una vergognosa legge (119/2017 di Beatrice Lorenzin) che OBBLIGA la popolazione infantile alla pratica vaccinale, e impedisce la frequenza scolastica ai renitenti, fino a 6 anni (dopo i 6 anni non esiste più pericolo di contagio?)
Questo episodio ha creato motivo di dibattito e occasione per pensare e per prendere posizione su un argomento di grande importanza: la salute.
Ma per farsi un’opinione su un argomento, occorre informarsi e farsi delle domande. Cosa non facile, perché l’informazione, soprattutto quella della carta stampata e radiotelevisiva, è fortemente condizionata dal denaro, di cui i media hanno grande necessità e che normalmente arriva dalle multinazionali del cibo e del farmaco (i nuovi padroni del mondo).

Perché una persona educata, esperto e apprezzato politico, qual è il sindaco di Torre Pellice, ha preso una decisione che altri sindaci non han preso?
La risposta la dà Lui stesso nelle numerose interviste rilasciate alla stampa:” Ho dovuto far rispettare la legge: a fronte di un provvedimento dell’ ASL, che ci comunicava il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale come previsto dalla legge Lorenzin, NON POTEVAMO FARE DIVERSAMENTE”

Che cosa sarebbe successo se non avesse applicato le legge?
Un’epidemia di epatite, di meningite, di rosolia, di morbillo, di orecchioni?
Certamente NO
Sicuramente SI un’EPIDEMIA DI PAURA: è questa la pericolosa pandemia che ammorba la nostra società, i singoli individui e le categorie di lavoro:

dagli amministratori pubblici, vessati e ingarbugliati da leggi spesso contraddittorie e di difficile applicazione;

agli insegnanti e dirigenti scolastici sempre più in balia di genitori aggressivi e frustrati per gli insuccessi scolastici dei figli, e in preda ad una burocrazia che impedisce loro di svolgere il lavoro di educatori;

ai medici, ridotti ormai a funzionari ed esecutori di protocolli e linee guida decisi da Società Scientifiche al soldo (costante e imponente) dell’industria farmaceutica; e costretti, per paura di denunce, a praticare la medicina “difensiva” con prescrizioni improprie, esagerate, inutili, dannose: l’autonomia e la responsabilità del medico che agisce “senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura” (art 4 Codice deontologico 2014) sono di fatto abolite

alla popolazione in toto impaurita da eventi obiettivamente privi di fondamento, quali la comparsa di epidemie di malattie da sempre innocue nei soggetti sani (influenza, parotite, varicella morbillo) quando le vere epidemie del passato (peste, colera, tifo, tubercolosi, lebbra, malaria) in Europa sono scomparse senza l’ausilio dei vaccini, ma con il miglioramento delle condizioni igieniche, nutrizionali e sanitarie mentre sono presenti ancora nel cosiddetto Terzo Mondo, dove i vaccini sono una risorsa fondamentale, anche se non sufficiente, per ridurre la mortalità infantile

Le reali “epidemie” del nostro tempo nel ricco Occidente, sono altre, molto più pericolose, in crescita vertiginosa e inguaribili: autismo (1 caso su 68 bambini), disturbi del comportamento, , obesità, diabete, sindrome metabolica, tumori, allergie, depressione, sclerosi multipla, Alzheimer, malattie autoimmuni, ecc.,ecc.
Ma di queste epidemie si parla poco perché sono espressione del nostro sistema sociale, del sistema produttivo, dello stile di vita consumistico, per cui si “curano” con farmaci, ma non si guariscono perché non si eliminano i fattori causali.
Questa epidemia di paura diffusa, non è casuale, ma programmata e orchestrata dal potere politico ed economico per condizionare i consumi di cibo e di farmaci e indirizzare i comportamenti individuali, attraverso campagne di disinformazione, di oltraggio, di calunnia, di ingiuria, di diffamazione da parte dell’Autorità e delle Istituzioni, nei confronti di chi chiede trasparenza e verità.
Concludo con una citazione dal Vangelo di Matteo 2:27: di estrema attualità,

Ai Farisei che lo accusano di non rispettare il riposo del sabato, Gesù rispose:
“Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato”

La legge dovrebbe essere fatta per l’uomo , non contro l’uomo.

Luciano Proietti
medico, chirurgo, pediatra