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PERCHÉ PARTECIPERÒ ALLA MARCIA DELLA LIBERAZIONE

Ho scelto di partecipare alla Marcia della Liberazione di sabato prossimo 10 ottobre, in quanto ne ho condiviso principi e obiettivi enunciati.
Pur non avendone mettendone in dubbio la buona fede dei leader, non li considero che uno STRUMENTO per alzare l’attenzione su questi temi (leader = conduttore, iniziatore), che sono invece il FINE.

Ho appreso in seguito con dispiacere che vi sono malumori e litigi nelle leadership di alcuni promotori. Non posso che augurarmi che queste persone sappiano mettere da parte il loro ego per perseguire il fine comune che dichiarano nelle loro intenzioni. Se non fosse possibile, la comunità che li segue deve esigere un cambio affinché il percorso non si fermi.
Sono convinto che ogni gruppo e ogni popolo abbia i leader che si merita, specie se persevera a non agire nonostante sia chiaramente in una situazione vessatoria. Se così, si deve SOLLEVARE e sostituirli.

Prendiamo coscienza di questa piaga dell’individualismo che ci ha contagiato in un secolo di arrivismo e competizione sfrenata del modello capitalista, in cui l’uno contro l’altro sembra l’unico modello di vita che sappiamo seguire.
Un passo indietro per tornare alla comunità solidale, senza cui anche i diritti individuali sono impossibili da far valere e ci portano ad un modello di dominatori e dominati. Questo modello sta portando alla rovina l’umanità, trascinandosi dietro il mondo intero.

Ci vediamo a Roma, tanti individui, una comunità.

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