Perché a conti fatti l’auto elettrica inquina comunque sempre meno delle altre auto. Smaltimento della batteria incluso (ma l’impatto totale varia in funzione dell’origine dell’elettricità)

Il ciclo totale di produzione

La sostenibilità ambientale delle auto elettriche viene periodicamente messa in discussione da studi che valutano la CO2 emessa per la produzione e lo smaltimento delle batterie.

Quindi l’auto elettrica è davvero una soluzione all’inquinamento o no?

Secondo Marchionne no: “le auto elettriche sono armi a doppio taglio e da non imporre per legge” ma secondo diversi altri studi e in ultimo quelli dell’Università di Bruxelles (VUB, 2018) sì, anche prendendo in considerazione la produzione dell’energia elettrica necessaria ad alimentare le batterie.

Pur considerando il caso peggiore infatti (la Polonia), secondo i ricercatori, un’auto elettrica immetterebbe nell’atmosfera la metà della CO2 prodotta da un’auto diesel. Il Life Cycle Assessment (LCA), cioè la valutazione dell’impronta ecologica tenendo conto di tutto il ciclo di vita, dimostra che in Polonia, dove il carbone è la fonte primaria di energia, i veicoli elettrici producono circa il 25% in meno delle emissioni rispetto ai motori diesel. Le riduzioni sulla rete più pulita dell’Europa, cioè in Svezia, arrivano invece fino all’85%, mentre scendono a circa il 50% in paesi come il Regno Unito.

In media, secondo lo studio belga, i veicoli elettrici produrranno la metà delle emissioni di CO2 di un’auto diesel entro il 2030, compresa la fase di produzione.

Grafico emissioni ciclo produttivo nei vari paesi europei

L’impatto dei veicoli elettrici sull’ambiente varia in funzione dell’origine dell’elettricità utilizzata. I vantaggi ambientali del veicolo elettrico sono quindi intrinsecamente legati alla realizzazione della transizione energetica nell’era post energie fossili e nucleare.

EMISSIONI CLIMALTERANTI WELL TO WHEEL,
SUDDIVISE PER TECNOLOGIA
(Fonte: Elaborazioni RSE per veicoli Euro 5 su dati ISPRA, MiSE, EEA e DOE) –> Elementi per una road map della mobilità sostenibile


Batterie e smaltimento

Ultimo a valutare la questione è lo Swedish Environmental Research Institute di Stoccolma, che in un documento pubblicato ad inizio 2018 analizza il ciclo di vita delle grandi batterie agli ioni di litio utilizzate per i veicoli elettrici.

Secondo le autrici dello studio, la produzione di questi accumulatori genera l’immissione in atmosfera di enormi quantità di CO2 : dai 150 ai 200 kg per ogni kWh di potenza.

La Nissan Leaf e la Tesla Model S, due delle auto elettriche più vendute, montano accumulatori rispettivamente da 30 e 100 kWh: secondo i calcoli delle due ricercatrici la loro produzione genererebbe quindi 5,3 tonnellate di CO2 per la batteria della Nissan e 17,5 per quella della Tesla.

Una moderna utilitaria equipaggiata con un motore a benzina da 1200 cc per produrre le stesse quantità di CO2 dovrebbe percorrere rispettivamente 42.000 e 154.000 km.

Questi numeri sembrano suggerire che le auto elettriche, soprattutto quelle molto potenti come la Tesla, siano in realtà più o meno inquinanti come quelle a benzina.

In realtà non è così: secondo lo studio, circa metà delle emissioni di CO2 legate alla produzione delle batterie è generato dalla lavorazione dei materiali grezzi utilizzati per costruzione degli accumulatori, mentre il 20% è imputabile alle attività minerarie. Si tratta quindi di immissioni indirette, da ascrivere nella “colonna” della CO2 equivalente.

Le ricercatrici hanno ipotizzato che metà dell’energia utilizzata nel processo produttivo provenga da combustibili fossili. Ciò significa anche che spostando la catena industriale verso l’utilizzo di fonti rinnovabili e a bassa emissione di CO2 si innescherebbe un circolo virtuoso del quale tutti i settori potrebbero beneficiare.


Produrre energia a basso impatto

Una nuova ricerca francese sempre datata 2018 è stata realizzata dalla “European Climate Foundation” e la “Fondation pour la Nature et l’Homme” in collaborazione con  Avere-France, Ademe, Cler, Réseau Action Climat France, Wwf, il produttore di batterie Saft e RTE, per esaminare gli impatti ambientali dei veicoli elettrici nel loro intero ciclo vitale con una prospettiva da qui al 2030.

Well to Tank e Tank to Wheel

In Francia, le emissioni di gas serra indotte dalla produzione, l’utilizzo e la fine del ciclo di vita di un veicolo elettrico sono attualmente 2 – 3 volte inferiori a quelle dei veicoli a benzina e diesel. Una berlina elettrica emette in media 2 volte meno (il 44% in meno) gas serra di un veicolo diesel della stessa categoria (26 t CO2–eq. vs 46 t CO2–eq.), una citycar elettrica emette in media 3 volte meno (-63%) gas serra di una citycar a benzina (12 t CO2–eq. contro 33 t CO2–eq.). Nel 2030, in base alle scelte energetiche della Francia, l’impronta del veicolo elettrico potrà variare tra 8 e 14 tCO2-eq.

In un contesto di forte crescita del mercato dei veicoli elettrici previsto da qui al 2030, la riduzione dell’impatto in fase produttiva è una condizione essenziale della sostenibilità di tutto il sistema. Sarà necessario realizzare un’economia circolare, dalla progettazione delle batterie al loro riciclo, passando per l’ottimizzazione delle funzioni dei veicoli e la seconda vita delle batterie. Il 40% dell’impronta ambientale (clima e ecosistema) è infatti legato alla produzione delle batterie.

Occorre quindi rimarcare che solo favorendo la crescita accelerata della produzione energetica con fonti rinnovabili è possibile trarre un bilancio ottimale del ricorso all’elettrico nella mobilità. Nel dicembre del 2017 scorso, con il Clean Energy Package, l’Ue finalmente ha cominciato a favorire con la generazione distribuita l’autoproduzione e le comunità energetiche, in concomitanza con la fase di decollo della mobilità elettrica. I veicoli elettrici funzioneranno così anche da scambiatori bilaterali dell’energia con la rete, e sarà realmente praticabile l’eliminazione per il 2040 di tutti i veicoli alimentati da combustibili fossili.


L’obiettivo: l’economia circolare, il riuso delle batterie

Come verranno smaltite quindi le batterie esauste delle vetture elettriche?  Per scongiurare il rischio dovuto alle difficoltà di smaltimento degli accumulatori al litio giunti a fine vita, il Cobat (il  Consorzio nazionale raccolta e riciclo)  propone due soluzioni efficaci ma complesse da mettere in pratica: il riciclo e il riuso.

Ciclo riuso batterie elettriche

A tutt’oggi, ancora non è stato sviluppato un sistema sicuro per riciclare questa già diffusissima tipologia di batterie, che ormai ci ritroviamo su qualunque dispositivo. Anzi, drammaticamente, le migliaia di accumulatori al litio esausti degli smartphone non vengono  riciclati ma principalmente smaltiti in appositi inceneritori in Francia e in Belgio.

Per lo smaltimento definitivo, il Cobat, grazie alla collaborazione con il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), sta progettando la definizione di un processo efficace per il riciclo integrale delle batterie al litio.

Il Consorzio ha in pratica assegnato ufficialmente all’Istituto uno studio di fattibilità per individuare un processo di trattamento e riciclo degli accumulatori al litio esausti, allo scopo, ovvio, di recuperare i metalli e i componenti contenuti.

Insomma, è chiaro che per una reale sostenibilità ambientale non sia possibile fermarsi soltanto al veicolo elettrico ma occorre creare un vero e proprio circolo virtuoso che parte dagli stabilimenti produttivi, passa per la modalità di generazione dell’energia elettrica e arriva fino al termine del ciclo vitale del veicolo e di tutte le sue componenti.

Riferimenti

Rriferimento a ricerca Il Joint Research Centre dell’UE assieme ad EUCAR (The European Council for Automotive R&D) e CONCAWE

https://publications.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/1cffb832-f2bc-42df-9dc2-59db08e24eee

Impatto ambientale ciclo di vita batterie Università Stoccolma:

http://www.ivl.se/download/18.5922281715bdaebede9559/

https://ec.europa.eu/energy/en/news/commission-proposes-new-rules-consumer-centred-clean-energy-transition

Studio Francese prospettiva 2030, consumo energia tutto il ciclo di produzione

https://europeanclimate.org/new-french-study-reveals-hidden-potential-of-electric-vehicles/

Studio dell’università di Bruxelles (da cui articoli su fatto e tomshw) su impatto ciclo di produzione auto elettriche:

https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/TE%20-%20draft%20report%20v04.pdf

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/24/auto-elettriche-e-energie-rinnovabili-quanto-inquinamento-ci-evitano-davvero/4112568/

Roadmap mobilità sostenibile RSE Italia.

http://www.rse-web.it/commons/layout/partUploaderView.jsp?

Riciclo batterie al litio

https://www.tomshw.it/auto-elettrica-inquina-l-universita-bruxelles-89206

https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/14780-batterie-litio-riciclo-cobat