PLASTICA, ATTIVARE TUTTE LE FILIERE DI RICICLO. VALMAGGIA TENTENNA NONOSTANTE GLI OBBLIGHI DI LEGGE

La Regione Piemonte attivi tutte le filiere del riciclo delle plastiche andando oltre ai riconoscimenti del consorzio recupero plastiche. 

E’ quanto abbiamo chiesto oggi in Commissione Ambiente in seguito all’informativa dell’assessore Valmaggia sullo stato di attuazione della legge regionale 1/2018 sulla gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.

Le plastiche rigide, ad esempio, si possono riciclare e andrebbero raccolte a partire dagli stessi contenitori della differenziata. I materiali assorbenti pannolini e pannoloni usa e getta sono anch’essi riciclabili e separabili nelle due componenti di grande qualità plastica e cellulosa. Ma tutto ciò continua a non essere fatto in Piemonte nonostante sia un obbligo di legge a livello nazionale. 

Sull’argomento l’assessore non si è sbilanciato continuando a fare orecchie da mercante. In questo modo però si continua a foraggiare il business dell’incenerimento a scapito della salute e del portafoglio dei cittadini.

Per analizzare meglio il problema e inchiodare la Giunta alle proprie responsabilità chiederemo un’audizione dei rappresentanti del Consorzio per il riciclo plastiche. 

Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Mauro Campo, Consigliere regionale M5S Piemonte

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CORSO GROSSETO: CANTIERE IN ALTO MARE, RITARDI SU RITARDI E IL TAR POTREBBE FAR SALTARE TUTTO

Il progetto del tunnel di Corso Grosseto sta accumulando ritardi su ritardi e creando disagi inaccettabili. L’incontro avvenuto oggi fra azienda appaltatrice, SCR, i comuni interessati dalla ferrovia Torino Ceres, la Regione Piemonte e GTT ha fatto emergere criticità enormi confermando inoltre un ritardo di almeno 6 mesi per l’amianto nel cantiere.

L’abbattimento del cavalcavia è stato spostato a fine anno ma potrebbe essere ulteriormente prorogato non avendo previsto fin dall’inizio la gestione dell’amianto. Se i tempi previsti sono quelli annunciati da SCR dal 2020 dovrà essere interrotta la Torino Ceres con attestamento dei treni a Venaria per almeno un anno e tutto questo senza una programmazione del servizio dei bus sostitutivi. 

L’alternativa viaria su Corso Venezia continua ad essere indisponibile, si risolverà solo con un unico senso di marcia in direzione Caselle per tutta la durata del cantiere. Sfuma la possibilità di avere una viabilità alternativa come richiesto dal comune di Torino per evitare i maxi ingorghi che già si stanno verificando. Pare poi completamente tramontata l’ipotesi che prevedeva un treno ogni quarto d’ora a conclusione dell’intero progetto. RFI non può garantirla per problemi di saturazione della linea dal momento che la Torino Ceres si immette direttamente sul passante ferroviario.

Sul cantiere pende poi un ulteriore problema: l’azienda appaltatrice ha dovuto andare in deroga con le normative sul rumore ed ora si trova costretta a sospendere alcuni lavori in orario notturno. Su tutto il progetto gravano inoltre pesanti punti interrogativi, non ultimo il ricorso al TAR del Comune di Venaria sulla gestione poco accurata del cantiere. Se dovessero essere accolte le istanze del Comune l’opera dovrà essere sospesa.

Federico Valetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

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PRESIDENTE MATTARELLA IMPEDISCE INSEDIAMENTO DI UN MINISTRO. UN’AZIONE CHE TRAVALICA LE SUE PREROGATIVE COSTITUZIONALI. M5S PIEMONTE CONTESTA DURAMENTE QUESTA SCELTA

BALOCCO ASSOLVE LE FERROVIE PER GLI INCIDENTI. INTANTO INTERVENTI AL PALO PER SUPERARE I PASSAGGI A LIVELLO

L’assessore regionale ai Trasporti Balocco assolve preventivamente Trenitalia ed RFI per i gravi incidenti avvenuti in Piemonte a Caluso e sulla Torino Savona. Non sappiamo quali informazioni abbia a disposizione ma pensiamo sia meglio attendere l’esito delle indagini della magistratura prima di escludere le ferrovie da ogni responsabilità. Di certo la rete ferroviaria piemontese cade a pezzi ed appare fuori controllo. L’ennesima dimostrazione è arrivata questa mattina quando un treno della Torino– Ceres ha attraversato il centro di Villanova Canavese con le sbarre del passaggio a livello alzate. Che si tratti di Trenitalia o di GTT poco importa: la situazione è drammatica e non fatichiamo a concludere che le ferrovie non hanno le risorse per manutenere in sicurezza la rete piemontese. Una situazione di cui sono responsabili sia i governi centrali che i governi regionali degli ultimi decenni, tanto è profondo il danno causato.

Abbiamo inoltre interrogato l’assessore sul piano di superamento dei passaggi a livello in Piemonte. Abbiamo avuto conferma di come vi siano interventi in fase di attuazione solo in pochissime tratte che si contano sulle dita di una mano. Eppure le situazioni che meritano un intervento immediato sono moltissime, a partire da quelle più pericolose come la Chivasso– Ivrea e la Torino– Pinerolo dove gli iter di progettazione sono partiti ma non vi è alcuna previsione di realizzazione. Non è chiaro se la Regione abbia stanziato o meno risorse per la TorinoPinerolo, dal momento che nella risposta scritta si evincono 5milioni di stanziamenti regionali per singola linea, ma Balocco ha precisato verbalmente che quest’ultima non disporrebbe di tali risorse. Un’ipotesi che intendiamo accertare perché comporterebbe un ulteriore ritardo dei lavori con tempi di realizzazione indeterminati. I pendolari non possono più aspettare.

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

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MACCHINISTA STREMATO, TURNI E CONDIZIONI DI LAVORO FERROVIERI INADEGUATE. A PAGARE I TAGLI ALLE FERROVIE SONO I LAVORATORI E I VIAGGIATORI. ITALIA DEVE INVERTIRE LA ROTTA

Il fatto di cronaca relativo al treno lanciato  in corsa per oltre 25 km da Sant’Antonino a Bussoleno in Val di Susa, con il macchinista stremato dal lavoro e incapace di rendersene conto, è un monito che deve fare riflettere l’Italia sullo stato delle proprie ferrovie.

Il ferroviere, probabilmente stanco per i ritmi di lavoro dei giorni precedenti, non è stato infatti in grado di fermare il treno alla stazione di St. Antonino.

Questo episodio, dopo le denunce di alcune sigle sindacali riguardo all’applicazione dei turni di lavoro e alla gestione del “macchinista unico”, ci pone una riflessione. E’ possibile che i continui tagli del governo alla gestione ferroviaria, in particolare dei treni regionali, sia stata scaricata sui lavoratori con potenziali ripercussioni sulla loro salute e sulla sicurezza.

In particolare ci chiediamo se non sia auspicabile che il macchinista di servizio possa disporre di una riserva a bordo in grado di sostituirlo in caso di sua impossibilità alla guida, magari rendendo intercambiabili i ruoli di capotreno e macchinista. Pur restando le ferrovie italiane fra le più sicure al mondo grazie ai sistemi di sicurezza elettronica avanzati, vi sono situazioni in cui la presenza umana è necessaria non solo per la sicurezza ma come in questo caso, anche per garantire il servizio.

Il MoVimento 5 Stelle intende riportare al centro delle priorità dell’Italia le ferrovie in Piemonte come a Roma. Alla Regione Piemonte chiederemo di farsi parte attiva con il nuovo governo in carica.

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

Francesca Frediani, Capogruppo M5S Piemonte

Jessica Costanzo, portavoce M5S alla Camera

Susy Matrisciano, portavoce M5S alla Camera

Paolo Romano,  portavoce M5S alla Camera

Davide Serritella, portavoce M5S alla Camera

Elisa Pirro, portavoce M5S in Senato

 

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TRASPORTI, I CONSUMATORI BOCCIANO TRENITALIA E REGIONE PIEMONTE. NEI NUOVI CONTRATTI NECESSARIE CLAUSOLE SUI DISSERVIZI

Gravi carenze su puntualità e sicurezza nel servizio offerto da Trenitalia in Piemonte. E la Regione Piemonte resta a guardare non avendo mai inserito nei vari contratti di servizio il rispetto dei diritti minimi dei passeggeri. E’ quanto emerso oggi al convegno “Trasporto ferroviario regionale: il passeggero diventa protagonista” promosso dalle associazioni de consumatori. Circostanze confermate anche da Cristina Pronello, presidente di AMP (Agenzia Mobilità Piemontese). 

Sono previsti inoltre indennizzi ridicoli ai passeggeri essendo riconosciuti dalla compagnia solo per importi di spesa superiori ai 4 euro e ritardi maggiori ai 60 minuti. In questo modo è garantita la quasi completa impunità dell’impresa e negato un diritto ai viaggiatori.

Nel disastrato trasporto pubblico si distinguono solo GTT, le aziende del consorzio Extra.To ed in parte dal consorzio Grandabus con la creazione di una carta dei servizi coerente con la legge finanziaria del 2008. 

La Regione Piemonte non può continuare a recitare il ruolo di convitato di pietra nelle importanti trasformazioni del trasporto pubblico piemontese. Come già avvenuto in passato rinnoviamo l’invito all’assessorato ai Trasporti di inserire nei nuovi contratti di servizio precise clausole a tutela dei consumatori ed a garanzia di un servizio dignitoso in termini di puntualità, informazione e sicurezza dei convogli. 

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

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RISPOSTA TRENITALIA SU DISAGI DEL 28 APRILE INSODDISFACENTE. COME SONO DISCIPLINATI I SERVIZI SOSTITUTIVI? POLITICA DOVEVA PREVENIRE

 

foto da Torino Oggi

I disagi occorsi ai centinaia di passeggeri della linea ferroviaria TorinoSavona interrotta fra il 27 e il 28 aprile a causa della caduta di una gru privata sui binari non sono bastati per trovare e sanzionare i responsabili. Lo abbiamo appurato oggi in seguito ad una richiesta di informazioni all’assessore Balocco in merito all’incidente del 27 aprile all’altezza della stazione di Trinità. La risposta di Trenitalia, che ha gestito l’emergenza, ci ha lasciato molto perplessi.
I bus sostitutivi, solo quattro per trasportare più di 500 persone, si sono dimostrati insufficienti a soddisfare la domanda. Trenitalia ha chiaramente sottovalutato le esigenze degli utenti in un periodo di “esodo” quale è stato quello fra il 25 aprile e il primo maggio.
I disagi più gravi si sono verificati la mattina del 28 aprile a quasi ventiquattro ore dall’incidente. Com’è possibile che con un giorno di tempo Trenitalia non sia riuscita ad organizzare un servizio sostitutivo soddisfacente ed abbia lasciato quasi la metà dei passeggere a piedi, rivelando fra l’altro una evidente difficoltà di comunicazione (che ha creato confusione a malcontento fra chi è rimasto senza mezzi)?
Accogliamo comunque con soddisfazione la proposta dell’assessore Balocco pensata per garantire un piano di emergenze affidabile per escludere che disagi di questo tipo non accadano più.
Ci sembra incredibile tuttavia che l’obbligo di garantire servizi sostitutivi adeguati in quantità e qualità non sia già presente nei contratti di servizio tra Regione Piemonte, AMP e gestori ferroviari. Possibile che anche dopo il rinnovo del “contratto ponte” con Trenitalia, in 4 anni questa giunta sia riuscita a porre una soluzione ad un problema che c’è sempre stato?
Ora chiediamo che si identifichino in modo chiaro i responsabili e si proceda con le opportune sanzioni, oltre a porre in essere delle regole che non siano in alcun modo aggirabili dagli operatori a tutela di tutti i viaggiatori piemontesi.
Federico Valetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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SOFTWARE LIBERO, L’ITALIA ED IL PIEMONTE SEGUANO L’ESPERIENZA FRANCESE. UNA SCELTA POLITICA PER ABBATTERE I COSTI, CREARE POSTI DI LAVORO E MIGLIORARE LA VITA DEI CITTADINI

La Francia punta tutto sul software opensource mentre Italia e Piemonte restano al palo. Occorre prendere esempio dalle straordinarie esperienze d’oltralpe raccontante dal Prof. Roberto di Cosmo ospite ieri al Politecnico di Torino ed oggi all’Unione Industriale.

Il professore ha presentato benefici e guadagni della filiera del software libero in Francia. Ad esempio oggi tutti i francesi fanno in modo semplice ed in autonomia la dichiarazione dei redditi. Il segreto di questo successo è stata una volontà e scelta politica lungimirante che ha portato ad un risparmio del 90% sui costi di software precedenti. Ed il mercato del software libero è decollato passando da qualche milione di euro annuo dei primi anni ai 3.456 mln del 2013 creando 500 imprese locali e 50.000 posti di lavoro qualificati.

In Italia invece proliferano norme e codici restrittivi, spesso in contraddizione tra loro, con il risultato di un mercato fermo e stagnante.

Oggi con una tecnologia ormai matura ed affidabile che si è dimostrata anche economica rispetto ai software proprietari è una strada da intraprendere per lo sviluppo locale della filiera industriale partendo da scelte importanti della Pubblica Amministrazione che potrebbe fare da traino, togliendo quei lacci e laccioli burocratici che senza indirizzi precisi da parte Politica non verranno sciolti. Riteniamo che il Comune di Torino e la Regione Piemonte debbano fare da apripista per il mercato del software libero sensibilizzando anche il nuovo Governo nazionale. Auspichiamo altresì che tali benefici possano estendersi a tutti i piccoli e medi comuni italiani, magari con un coordinamento di ANCI per adottare un approccio comune al software libero e garantire importanti risparmi alle piccole amministrazioni, oggi più che mai bisognose di risorse. Portiamo avanti come M5S la volontà politica di costituire un tavolo di discussione e di indirizzo, che coinvolegerà sia politici che personalità di spicco di altri enti tra cui le università, sui temi dei beni digitali, ovviamente in cui rientra il software libero.

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Federico Mensio, Consigliere comunale M5S Torino

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ROGHI IMPIANTI TRATTAMENTO RIFIUTI, DATI ARPA ALLARMANTI. CICLO RIFIUTI INSOSTENIBILE, LAVORARE CON GOVERNO E UE PER RIPROGETTAZIONE MATERIALI A CONSUMO

Oggi si è svolta la prima seduta congiunta tra Commissione ambiente e Commissione per la promozione della legalità circa l’indagine conoscitiva sugli incendi negli impianti di trattamento rifiuti avvenuti in tutto il Piemonte in questi anni. Il primo soggetto audito è ARPA Piemonte, capofila di una lunga lista che comprende Carabinieri del NOE, Comunità Montane e Province, ATO rifiuti e associazioni di categoria. 

Emerge dai dati forniti un quadro allarmante: solo nei biennio 2017 – 2018, su 100 verbali si sopralluogo redatti dall’ARPA, si contano 45 atti di polizia giudiziaria e 11 notizie di reato. La casistica sembra diversificata tra problemi legati all’obsolescenza degli impianti e atti dolosi. Quest’ultimi apparentemente collegabili al trattamento illecito dei rifiuti, principalmente per problemi di collocazione sul mercato del materiale da riciclare.

Su questo aspetto ha posto l’attenzione il Movimento 5 Stelle, in particolare sulla necessità di dare attuazione ai principi dell’economia circolare, sin dalla progettazione dei materiali di consumo e degli imballaggi.

Già dal primo incontro emerge chiara la necessità di un’azione della Regione verso il Governo e l’Unione Europea per definire un codice di progettazione dei materiali immessi sul mercato e di influenzare, anche attraverso una leva fiscale, la produzione di beni composti da materiali facilmente separabili, riutilizzabili e riciclabili per cui esista una seconda vita.

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Francesca Frediani, Capogruppo regionale M5S Piemonte

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FONDI PER GTT USATI PER ACQUISTARE QUOTE 5T. OPERAZIONE LEGITTIMA? ABBIAMO MOLTI DUBBI

La Regione userà parte dei fondi FSC destinati al risanamento di trasporto pubblico locale per acquistare quote di 5T di proprietà di GTT per un valore di circa 800 mila €. Questo ci è stato confermato dal Vice presidente della Giunta Regionale Aldo Reschigna, in seguito alla nostra interrogazione. La motivazione addotta è eliminare un conflitto di interessa tra la società che controlla la viabilità (5T) e la società del trasporto pubblico (GTT).
Ci chiediamo però se tale operazione sia legittima, dal momento che gli FSC, per un totale di 40 milioni di €, devono essere utilizzati per investimenti di rilancio del trasporto pubblico locale, in particolare quello torinese. Perché quindi utilizzare dei fondi statali per una compravendita di azioni?
Reschigna ha dichiarato l’esistenza di un verbale di intesa fra la Regione, l’Agenzia, Torino, GTT e InfraTo in cui è compreso l’accordo di acquisto della quota posseduta da GTT della società di infomobilità, pur smentendo tuttavia dietro all’operazione vi sia stato l’interesse ad utilizzare i fondi dello stato per sostenere un’operazione finanziaria fra soggetti privati (benché in quota pubblica). Una giustificazione che riteniamo insufficiente e poco credibile. L’unico dato certo è che GTT perde 800 mila € di fondi pubblici, ancora prima che il vero risanamento aziendale sia iniziato.
Federico Valetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

 

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